Campo di allenamento Tenero 2019 SFG Stabio – gruppo attrezzistica

7+, 8+, 9+…. : la temperatura del lago? l’ora della sveglia? I giri di corsa della pista finlandese?Di ritorno dal campo 2019 di Tenero, svoltosi dal 11.08.2019 al 16.08.2019, quali parole usare per raccontarvi di un’esperienza vissuta da tutti come motivante, all’insegna della consapevolezza nelle proprie risorse, pronti ad evolvere per iniziare una nuova stagione?Quest’anno al primo incontro in quel di Tenero, si è percepito che nell’aria c’era qualcosa di nuovo. Prova ne è….: “pronti – via” 2 giri (= 2 km) a passo di corsa della pista finlandese per poi ritrovarsi tutti nel refettorio, dopo una meritata doccia rinfrescante e dare la possibilità ai monitori di creare la cornice di questa ulteriore esperienza. Alla parete è apparso un cartellone con le cifre 7+ 8+ 9+ e da subito si è capito che non si trattavano appunto né della temperatura del lago, né dell’orario di sveglia dei giorni successivi, né dei giri di corsa (per fortuna!), ma più semplicemente delle note che vengono assegnate durante le gare cantonali nel corso dell’anno ginnico. Ad ogni ragazzo/a è stato chiesto di attribuirsi, in modo consapevole, quale fosse al momento attuale la nota rispetto alla loro forma ginnica. Sorprendente constatare che tutti si sono posizionati tra la nota 8 e 9, punteggio di tutto rispetto, ma che non esprimeva necessariamente la forma ginnica attuale.

I monitori hanno quindi introdotto il tema della motivazione individuale che ogni partecipante avrebbe inserito come ingrediente fondamentale per lo svolgimento del campo di allenamento. Non esiste un’unica motivazione di fondo, ma una combinazione di motivazioni di cui una che viene da fuori (quella che possono portare i monitori con le loro competenze) e una che viene da dentro (quella che mette ogni singolo nel raggiungimento dei propri obiettivi). I monitori hanno accompagnato i ragazzi e le ragazze nel riconoscere all’interno di sé quale motivazione permettesse loro di raggiungere gli obiettivi prefissati; una motivazione fatta di interesse spontaneo verso ciò che si fa, fatta di dimostrare a sé stessi di saper fare e saper essere anche in condizioni di sacrificio, fatta di occasioni per creare abitudini nel fare bene e non accontentarsi, fatta del sentirsi continuamente stimolati dalle difficoltà per uscire dalla propria zona di confort.

La motivazione è quindi, in poche parole, una forma di gestione di sé che consente all’atleta di mobilitare le proprie emozioni per proiettarsi verso un obiettivo che gli permetta di riuscire-ottenere-realizzare sé stesso attraverso lo sport che ha scelto, nel nostro caso la ginnastica. A chi piace vincere facile? Ogni atleta ha intuito in ogni singolo momento del campo di allenamento che per ottenere una meritata nota, bisognava lavorare duro.

Ogni sera, dopo cena, ci si ritrovava nel refettorio, davanti al cartellone apparso il primo giorno, per la valutazione personale. Le note attribuite la prima sera sono state riviste dagli atleti stessi, che attraverso la consapevolezza scaturita nel corso di ogni singolo allenamento, hanno valutato diversamente la loro forma, scendendo in media di un punto. Questo ha creato nei giorni successivi, una forte presa di coscienza su quali fossero gli elementi mancanti su cui lavorare per raggiungere i propri obiettivi.

Un esempio: tutte le mattine a inizio giornata e tutte le sere a conclusione degli allenamenti, i ragazzi e le ragazze si trovavano con i loro monitori per i giri di corsa. Due gli obiettivi:

  1. migliorare il proprio tempo di corsa, il quale veniva definito dal cronometro all’arrivo del primo gruppo e fermato all’arrivo dell’ultimo atleta
  2. accrescere la costanza nell’uscire dalla propria zona di confort migliorando così ogni giorno di pochi secondi il proprio risultato per arrivare, per alcuni, all’ultima corsa con un cronometro fermo a – 3 minuti dal primo rilevamento della settimana.

Giorno dopo giorno l’autovalutazione al cartellone cambiava rispetto al lavoro svolto anche in palestra. Ogni ragazzo e ogni ragazza esponeva al gruppo la propria nota attraverso la nuova consapevolezza acquisita e in seguito con i propri monitori, che confermavano o meno l’autovalutazione, adeguavano di conseguenza l’attività di allenamento del giorno successivo.

Per concludere: durante la settimana non è mai stato necessario richiamare ogni singolo atleta al proprio lavoro, poiché ognuno ha utilizzato la propria motivazione per raggiungere i propri obiettivi.

Ringrazio tutti i monitori; Asia, Siria, Martina, Enea e Giorgio che hanno creduto in questo progetto sin da subito e hanno contribuito con la loro stessa motivazione al successo del campo di allenamento.

Grazie a voi ragazzi per credere nei vostri mezzi e per continuare a trovare dentro di voi tanta motivazione per ogni ora che da settembre ci aspetta per un nuovo anno ginnico assieme.

Giuseppe Beretta

Responsabile campo allenamento